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Der Biosprit in Siena kommt von toskanischen Sonnenblumen
 
Bild zum Artikel"Ho un girasole nel motore" - und viel mehr als eben nur eine Sonnenblume ist es aber auch nicht. Es ist ein spätes und relativ bescheidenes Projekt, das am heutigen Montag in Siena seinen Lauf nimmt: Neun öffentliche Autobusse fahren ab heute mit einer 25% Beimischung von Biosprit, gewonnen aus toskanischen Sonnenblumenfeldern, durch die Stadt.
 
Für die Produktion von Biodiesel ist insgesamt in der Toskana eine Anbaufläche von 150 Hektar bereitgestellt worden. Hier wurden letztes Jahr 120 Tonnen davon hergestellt, die zum Teil eben dem normalen Diesel der Busse beigemischt werden. So entsteht eine Mixtur, die deutlich weniger CO2 Ausstoß erzeugt - die Initiatoren versprechen sich 2,5 Tonnen CO2 weniger durch jede Tonne Biosprit, die benutzt wird.
Allerdings geht es hierbei natürlich nicht nur um Umweltschutz, sondern, wie man im Laufe der unten abgedruckten Presseerklärung der Regione nachlesen kann, vor allem darum, die Abhängigkeit vom Petrolium zu senken.

lunedì 30 giugno 2008
Al via un progetto pilota per la Toscana di produzione e utilizzo del biodiesel
Da oggi in servizio a Siena i bus che viaggiano a girasoli

Sono nove mezzi di Train e Sienambiente che hanno un fiore nel motore

“Ho un girasole nel motore”: il logo verde e giallo campeggia sulle fiancate di cinque autobus della senese Train e su quattro compattatori della Siena Ambiente, ad indicare che quei mezzi da oggi viaggiano alimentati per il 25% da biodiesel, un carburante ricavato appunto dai semi di girasole e miscelato con il gasolio. E’ il progetto S.I.En.a (Sviluppo integrato energie rinnovabili da agricoltura) che viene realizzato proprio nella città del Palio, e che rappresenta un’esperienza pilota in Toscana. Iniziato nel 2006, ha comportato la coltivazione di 150 ettari che hanno prodotto 270 tonnellate di semi di girasole, da cui si sono ricavate 120 tonnellate di biodiesel. Cinquantacinque serviranno per produrre 220 tonnellate di carburante, capaci di alimentare per un anno i nove mezzi delle due aziende senesi e far loro percorrer! e qualcosa come 440.000 chilometri immettendo in atmosfera la ! met&agra ve; dell’anidride carbonica rispetto a veicoli alimentati con il solo gasolio. Il risparmio atteso è di 2,5 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di biodiesel utilizzata.
«Siamo di fronte al primo, pionieristico e per questo importantissimo progetto – ha detto l’assessore regionale all’energia, Anna Rita Bramerini – finalizzato all’utilizzo di sistemi alternativi di alimentazione dei mezzi a motore, che ci auguriamo possano diventare competitivi e contribuire in maniera significativa a ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Per questo l’esperienza senese rappresenta una sperimentazione che abbiamo voluto e a cui guardiamo con interesse e attenzione».
Oltre a Regione e Arsia partecipano al progetto la Fondazione Monte dei Paschi, la Cispel Confservizi Toscana, la Provincia di Siena, l’Agenzia provinciale per l’energia e l’ambiente, oltre all’azienda senese di trasporto pubblico ! locale Train e a Siena Ambiente.
«Il progetto S.I.En.A – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, amministratore Arsia – ha il pregio di aver creato una filiera articolata e ricca di partner, dai produttori agricoli, alle strutture di prima trasformazione, alle imprese industriali di produzione di biodiesel, ai centri di ricerca che rappresentano punti di eccellenza nella nostra regione, fino alle aziende utilizzatrici. Una collaborazione strategica non solo per il successo del progetto pilota, ma anche per la sua trasferibilità e applicazione in altre realtà territoriali».
A Siena sono stati realizzati serbatoi e pompe per il carburante con una capacità complessiva di 18.000 litri, in un’area di facile accesso per i mezzi interessati alla sperimentazione. Il progetto, finanziato per due terzi dalla Fondazione Monte dei Paschi e per il 9,3% dalla Regione, ha un budget di 376.000 euro e si concluderà nel novembr! e prossimo. E’ previsto un monitoraggio che riguarder&ag! rave; in particolare le emissioni delle marmitte e l’obiettivo è quello di esportare il modello senese in altre aree della Toscana. Il Piano energetico regionale prevede di sviluppare la produzione di energie rinnovabili provenienti dal settore agricolo (di cui la filiera del biodiesel rappresenta uno degli impieghi), attraverso l’utilizzo a questo scopo del 15% delle superfici agricole coltivate. Si tratta di una quota in linea con le direttive europee, che prevedono entro il 2020 un incremento del 10% dei biocarburanti ottenuti da oli vegetali di colza, soia o girasole. Il biodiesel oltre che come carburante nei trasporti può essere utilizzato come combustibile per il riscaldamento, con lievi modifiche a motori o caldaie.

Autore: Tiziani Carrodori
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